Informativa Privacy Boxe Spoleto
Nel rispetto di quanto previsto dal Reg. UE 2016/679 (Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali) forniamo le dovute informazioni in ordine al trattamento dei dati personali forniti. L’informativa non è da considerarsi valida per altri siti web eventualmente consultabili tramite links presenti sui siti internet a dominio del titolare, che non è da considerarsi in alcun modo responsabile dei siti internet dei terzi.
L’informativa che è resa ai sensi dell’ art. 13 della Reg. UE 2016/679 (Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali) e della Direttiva 2002/58/CE.
Dati personali trattabili: «dato personale»: qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale.
1. SOGGETTI DEL TRATTAMENTO
Titolare del trattamento, ai sensi dell’art. 28 d.lgs. 196/03 e artt. 4 e 24 del Reg. UE 2016/679 è Boxe Spoleto As.d., Via Pasquale Laureti c/o Podium, Spoleto (pg) nella persona del Delegato pro-tempore.
2. FINALITÀ E LICEITÀ DEL TRATTAMENTO
I dati di natura personale forniti al momento della iscrizione o tramite modulo sul sito, saranno oggetto di trattamento nel rispetto delle condizioni di liceità ex art. 6 Reg. UE 2016/679 per le seguenti finalità.
Gestione trattamento dati inerente a:
– navigazione sul presente sito internet;
– eventuale richiesta di contatto e conteggi, con invio di informazioni;
La base giuridica su cui si fondano i predetti trattamenti è l’articolo 6 lett b) e 6 lett f)
3. DESTINATARI O CATEGORIE DI DESTINATARI DEI DATI
I dati di natura personale forniti saranno utilizzati esclusivamente per il rilascio delle certificazioni di legge e non saranno comunicati ad alcuna altra persona.
4. TRASFERIMENTO DATI VERSO UN PAESE TERZO E/O UN’ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE
I dati di natura personale forniti non saranno trasferiti all’estero all’interno dell’Unione Europea, nei limiti e alle condizioni di cui agli artt. 44 e ss. del Regolamento UE 2016/679, al fine di ottemperare alle finalità connesse ai trattamenti.
5. PERIODO DI CONSERVAZIONE O CRITERI
Il trattamento sarà svolto in forma automatizzata e/o manuale, con modalità e strumenti volti a garantire la massima sicurezza e riservatezza, ad opera di soggetti appositamente incaricati. Nel rispetto di quanto previsto dall’art. 5 comma 1 lett. e) del Reg. UE 2016/679 i dati personali raccolti verranno conservati in una forma che consenta l’identificazione degli interessati per un arco di tempo non superiore al conseguimento delle finalità per le quali i dati personali sono trattati. I criteri posti a base della conservazione dei suoi dati sono consultabili scrivendo una mail all’indirizzo BoxeSpoletoAsd@gmail.com
6. NATURA DEL CONFERIMENTO E RIFIUTO
A parte quanto sopra specificato per i dati di navigazione, il conferimento dei dati personali degli utenti per la finalità del punto 2 è facoltativo, ma necessario alla fornitura di determinati servizi. Il mancato conferimento dei dati comporterà l’impossibilità di rilasciare tessere associative.
7. DIRITTI DEGLI INTERESSATI
Si potranno far valere i propri diritti, come espressi dagli artt. 15, 16, 17, 18, 20, 21, 22 del Regolamento UE 2016/679, rivolgendosi al Titolare, oppure al Responsabile del trattamento designato, scrivendo all’indirizzo BoxeSpoletoAsd@gmail.com
Si ha diritto, in qualunque momento, di chiedere al Titolare del trattamento l’accesso ai propri dati personali, la rettifica, la cancellazione degli stessi, la limitazione del trattamento. Inoltre si ha il diritto di opporsi, in qualsiasi momento, al trattamento dei propri dati (compresi i trattamenti automatizzati, es. la profilazione) nonché alla portabilità. Fatto salvo ogni altro ricorso amministrativo e giurisdizionale, chi ritiene che il trattamento dei dati vìoli quanto previsto dal Reg. UE 2016/679, ai sensi dell’art. 15 lettera f) del succitato Reg. UE 2016/679, ha il diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali e, con riferimento all’art. 6 paragrafo 1, lettera a) e art. 9, paragrafo 2, lettera a), ha il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato.
8. FACEBOOK SOCIAL PLUGINS E ALTRI SOCIAL NETWORKS
Le nostre pagine non contengono collegamenti ad altri siti, altri soggetti, social network.
MODELLO ORGANIZZATIVO E DI CONTROLLO DELLA ATTIVITA’ SPORTIVA E CODICE DI CONDOTTA DELLA ASD BOXE SPOLETO
Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva è redatto dall’ASD BOXE SPOLETO, come previsto dal comma 2 dell’articolo 16 del Da.Lgs.39/2021 e utilizzando le linee guida pubblicate dall’ENTE di Promozione Sportiva FPI e ASI.
Si applica a chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività dell’ASD BOXE SPOLETO, indipendente dalla disciplina sportiva praticata; ha validità quadriennale dalla data di approvazione e deve essere aggiornato ogni qual volta necessario al fine di recepire le eventuali modifiche e integrazioni dei Principi Fondamentali emanati dal CONI, le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del C.O.N.I. e le raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding.
L’obiettivo del presente modello è quello di promuovere una cultura e un ambiente inclusivo che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i soci tesserati e, in particolare i minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità, tutelando al contempo l’integrità fisica e morale di tutti.
I destinatari del presente Codice di Condotta sono i tesserati tutti, i soci, i dirigenti, le atlete e gli atleti, i tecnici e ogni soggetto che svolge attività di carattere sportivo, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevante per l’ordinamento federale, i genitori o i soggetti a cui è affidata la cura delle atlete e degli atleti o i loro delegati, il personale dipendente, i lavoratori autonomi, collaboratori, volontari e altre forme contrattuali sia retribuiti che non.
Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva sarà pubblicato sul sito e pagina social dell’ASD, affisso nella sede sociale operativa della medesima nonché comunicato al “Responsabile Safeguarding” insieme alla nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding) dall’ASD.
Il presente modello integra e non sostituisce il Regolamento per la tutela dei soci/tesserati/e dagli abusi e dalle condotte discriminatorie della ASI – GBI
Diritti di tesserati ED associati
A tutti i soci e tesserati e sono indiscriminatamente riconosciuti il diritto fondamentale di essere trattati con rispetto e dignità, di essere tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.
Il diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei tesserati o associati costituisce un valore prevalente rispetto al risultato sportivo e pertanto tutti i frequentatori hanno il diritto a svolgere l’attività sportiva in un ambiente consono e degno, nonché rispettoso dei diritti della personalità e della salute.
Creazione di un ambiente sano e sicuro
Tutti coloro che prendono parte a qualsiasi titolo e con qualsiasi funzione o incarico alla attività sportiva e ricreativa, in forma diretta o indiretta, sono tenuti a rispettare tutte le disposizioni e le prescrizioni a tutela degli indicati diritti dei soci e tesserati. Tutti i destinatari del Codice per la Safeguarding sono responsabili della creazione di un ambiente sano, sicuro oltre che inclusivo che garantisca la dignità, l’uguaglianza, l’equità e il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, con un’attenzione particolare ai minori.
In particolare, i dirigenti e i tecnici devono impegnarsi attivamente per il benessere dell’atleta.
Prevenzione e contrasto a comportamenti rilevanti di rischio
Ai fini del presente modello, costituiscono comportamenti rilevanti:
– l’abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità di soci e tesserati, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;
– l’abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni fuori dal ring, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi l’integrità psicofisica del soggetto. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un socio o tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
– la molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante;
– l’abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto o con contatto, e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati;
– la negligenza: il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi socio/a/tesserato/a, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente modello, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del socio tesserato;
– l’incuria: a mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo;
– l’abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume;
– il bullismo, il cyberbullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più soci/tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul socio/tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima);
– i comportamenti discriminatori: qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status socio economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
I comportamenti rilevanti possono verificarsi in qualsiasi forma e modalità, comprese quelle di persona e tramite modalità informatiche, sul web e attraverso messaggi, e-mail, social network e blog.
Inclusione
La ASD BOXE SPOLETO riconosce la diversità come un valore e si impegna a rispettare le differenze individuali.
La ASD BOXE SPOLETO garantisce la partecipazione di tutti i tesserati in modo effettivo ed inclusivo, rispettando le diverse aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità di ciascuno.
In particolare, si impegna a rimuovere eventuali barriere che impediscano la partecipazione alle attività sportive, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.
La ASD BOXE SPOLETO si impegna a creare attività volte a promuovere l’inclusione attraverso lo sport.
Sensibilizzazione
La ASD BOXE SPOLETO garantisce che tutti i destinatari abbiano ben chiari i concetti di abuso psicologico e fisico, abuso di matrice religiosa, molestia e abuso sessuale, negligenza, incuria, bullismo, cyberbullismo e comportamenti discriminatori.
La ASD BOXE SPOLETO adotta standard di condotta, buone pratiche e misure appropriate per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione, mettendo in atto misure concrete per proteggere i tesserati da comportamenti dannosi.
Sanzioni
L’osservanza delle norme del Codice di Condotta per la Safeguarding deve considerarsi parte essenziale delle obbligazioni accettate alla adesione alle regole della Associazione; pertanto, deve essere osservato da tutti i Destinatari.
Sistema disciplinare e meccanismi sanzionatori
A titolo esemplificativo e non esaustivo, i comportamenti sanzionabili possono essere ricondotti a:
– mancata attuazione colposa delle misure indicate nel Modello e della documentazione che ne costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione);
– violazione dolosa delle misure indicate nel presente modello e della documentazione che ne costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione), tale da compromettere il rapporto di fiducia tra l’autore e l’ASD in quanto preordinata in modo univoco a commettere un reato;
– violazione delle misure poste a tutela del segnalante;
– effettuazione con dolo o colpa grave di segnalazioni che si rivelano infondate;
– violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’ASD;
– violazione delle disposizioni concernenti le attività di informazione, formazione e diffusione nei confronti dei destinatari del presente modello;
– atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione;
– mancata applicazione del presente sistema disciplinare.
Le sanzioni comminabili sono diversificate in ragione della natura del rapporto giuridico intercorrente tra l’autore della violazione e l’ASD, nonché del rilievo e gravità della violazione commessa e del ruolo e responsabilità dell’autore. Le sanzioni comminabili sono diversificate tenuto conto del grado di imprudenza, imperizia, negligenza, colpa o dell’intenzionalità del comportamento relativo all’azione/omissione, tenuto altresì conto dell’eventuale recidiva, nonché dell’attività lavorativa svolta dall’interessato e della relativa posizione funzionale, gravità del pericolo creato, entità del danno eventualmente creato, presenza di circostanze aggravanti o attenuanti, eventuale condivisione di responsabilità con altri soggetti che abbiano concorso nel determinare l’infrazione, unitamente a tutte le altre particolari circostanze che possono aver caratterizzato il fatto.
Il presente sistema sanzionatorio deve essere portato a conoscenza di tutti i destinatari del Modello Organizzativo attraverso i mezzi ritenuti più idonei.
Sanzioni nei confronti dei collaboratori retribuiti
I comportamenti tenuti dai collaboratori retribuiti in violazione delle disposizioni del presente modello, inclusa la violazione degli obblighi di informazione nei confronti della ASD, e della documentazione che ne costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione) sono definiti illeciti disciplinari.
Nei confronti dei collaboratori retribuiti, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
1- richiamo verbale per mancanze lievi;
2- ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto 1;
3- multa in misura non eccedente l’importo di 5 ore di retribuzione;
4- sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 15;
5- risoluzione del contratto e, in caso di collaboratore socio/a/tesserato/a dell’ASD, radiazione dello stesso.
Ai fini del precedente punto:
1. Incorre nel provvedimento disciplinare del richiamo verbale per le mancanze lievi il collaboratore che violi, per mera negligenza, le procedure aziendali, le prescrizioni del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione o adotti, nello svolgimento di attività sensibili, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel presente modello, qualora la violazione non abbia rilevanza esterna.
2. Incorre nel provvedimento disciplinare dell’ammonizione scritta il collaboratore che risulti recidivo, durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile il richiamo verbale e/o violi, per mera negligenza, le procedure aziendali, le prescrizioni del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione o adotti, nello svolgimento di attività nelle aree a rischio, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel presente modello, qualora la violazione abbia rilevanza esterna.
3. Incorre nel provvedimento disciplinare della multa non eccedente l’importo di 5 ore della normale retribuzione il collaboratore che risulti recidivo, durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile l’ammonizione scritta e/o, per il livello di responsabilità gerarchico o tecnico, o in presenza di circostanze aggravanti, leda l’efficacia del presente modello con comportamenti quali:
a) l’inosservanza dell’obbligo di informativa al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (Responsabile Safeguarding); l’effettuazione, con colpa grave, di false o infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello o del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione;
b) la violazione delle misure adottate dall’Associazione volte a garantire la tutela dell’identità del segnalante; la reiterata inosservanza degli adempimenti previsti dalle prescrizioni indicate nel presente modello, nell’ipotesi in cui riguardino un procedimento o rapporto in cui è parte la Pubblica Amministrazione (ivi comprese le Autorità Sportive).
4. Incorre nel provvedimento disciplinare della sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di 15 giorni il collaboratore che risulti recidivo, durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile la multa non eccedente l’importo di 5 ore della normale retribuzione e/o effettui, con dolo, false o infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello Organizzativo e del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione e/o violi le misure adottate dalla Società volte a garantire la tutela dell’identità del segnalante così da generare atteggiamenti ritorsivi o qualsiasi altra forma di discriminazione o penalizzazione nei confronti del segnalante.
5. Incorre nel provvedimento disciplinare della risoluzione del contratto senza preavviso il collaboratore che eluda fraudolentemente le prescrizioni del presente modello attraverso un comportamento inequivocabilmente diretto alla commissione di uno dei reati ricompreso fra quelli previsti e/o violi il sistema di controllo interno attraverso la sottrazione, la distruzione o l’alterazione di documentazione ovvero impedendo il controllo o l’accesso alle informazioni e alla documentazione agli organi preposti, incluso il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni in modo da impedire la trasparenza e verificabilità delle stesse.
Sanzioni nei confronti dei volontari
Nei confronti dei volontari dell’ASD possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
1- richiamo verbale per mancanze lievi;
2- ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto 1;
3- allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore a 15 giorni;
4- allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore a 1 anno;
5- rescissione del rapporto di volontariato e, in caso di volontario socio dell’Associazione, radiazione dello stesso.
La mancata osservanza delle norme contenute nel presente Codice di Condotta per la Safeguarding sarà passibile delle sanzioni ai sensi delle norme di legge, dagli accordi di collettivi e dei CCNL applicabili, del sistema disciplinare adottato dall’ASD BOXE SPOLETO (nei casi in cui quest’ultimo sia applicabile), e fatta salva in ogni caso la validità dei provvedimenti degli Organi di giustizia federali.
Qualsiasi comportamento attuato dai collaboratori, in contrasto con le regole che compongono il presente Codice di condotta per la Safeguarding, potrà determinare anche l’immediata risoluzione del rapporto contrattuale, oltre all’eventuale richiesta di risarcimento.
Procedure di selezione degli operatori sportivi
La ASD BOXE SPOLETO si impegna a garantire che il processo di selezione degli operatori sportivi sia volto ad assicurare che i candidati siano idonei a operare nell’ambito delle attività giovanili e a contatto con i tesserati minori.
La procedura di selezione deve comprendere inoltre verifiche relative all’idoneità dell’operatore sportivo sia precedenti che successive al suo inserimento.
La selezione dovrà avvenire sulla base di parametri obiettivi di etica, qualità e capacità tali da permettere alla ASD BOXE SPOLETO di impostare un rapporto fiduciario con l’operatore. Quando la Associazione instaura un rapporto di lavoro con un operatore – a prescindere dalla forma – preventivamente deve aver verificato l’assenza di condanne e/o procedimenti penali in corso, acquisendo certificato del casellario giudiziario oltre apposita dichiarazione da parte del candidato. L’operatore non deve essere impegnato nelle attività prima che vengano portate a termine tutte le verifiche necessarie e acquisita tutta la documentazione sopra indicata. I documenti e le informazioni devono essere acquisite in linea con la normativa sul trattamento dei dati personali.
Segnatamente, la procedura di selezione potrà prevedere l’acquisizione di ulteriore documentazione relativa all’operatore (a titolo esemplificativo Curriculum Vitae, autocertificazione in merito all’assenza di qualsivoglia circostanza passata o presente incompatibile con le disposizioni del presente Codice per la Safeguarding).
La ASD BOXE SPOLETO deve archiviare e conservare tutta la documentazione relativa al procedimento di selezione dell’operatore e alle verifiche fatte in costanza di rapporto nel rispetto della normativa vigente in tema di tutela dei dati personali.
Incompatibilità e conflitto di interessi
La ASD BOXE SPOLETO garantisce che il conferimento degli incarichi all’interno dell’organizzazione avvengono evitando situazioni di incompatibilità e cumuli di incarichi in capo ad un unico soggetto.
La ASD BOXE SPOLETO si impegna a mettere in atto tutte le misure e gli strumenti necessari a prevenire ed evitare fenomeni di conflitto di interesse che potrebbero scaturire, al suo interno, da comportamenti di tutti i destinatari.
Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall’intento di voler assecondare pressioni politiche o dei superiori gerarchici.
Informazione
Il Codice di Condotta per la Safeguarding ed i suoi aggiornamenti sono portati a conoscenza di tutti i Destinatari (interni ed esterni) mediante adeguata attività di comunicazione e diffusione affinché vengano conosciuti ed applicati i valori ed i principi in esso contenuti e si eviti che l’iniziativa individuale possa generare comportamenti non coerenti con il profilo etico che l’ASD BOXE SPOLETO persegue.
In particolare, il Codice di Condotta per la Safeguarding viene pubblicato mediante affissione presso la sede e pubblicazione sul sito internet pagina social.
I Destinatari del presente Codice di Condotta per la Safeguarding hanno l’obbligo di segnalare eventuali, ogni violazione dei principi e delle disposizioni contenute nel presente Codice di Condotta per la Safeguarding utilizzando gli appositi canali messi a disposizione che assicurare la riservatezza della documentazione o delle informazioni ricevute o reperite relative a eventuali segnalazioni o denunce di violazione del Codice stesso.
Uso degli spazi dell’Associazione
Deve essere sempre garantito l’accesso ai locali e agli spazi in gestione o in uso all’Associazione durante gli allenamenti e le sessioni prova di tesserati e tesserate minorenni a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti e delle atlete ovvero a loro delegati. Presso le strutture in gestione o in uso all’Associazione devono essere predisposte tutte le misure necessarie a prevenire qualsivoglia situazione di rischio.
Durante le sessioni di allenamento o di prova è consentito l’accesso agli spogliatoi esclusivamente agli atleti e alle atlete dell’ASD.
Durante le sessioni di allenamento o di prova non è consentito l’accesso agli spogliatoi a utenti esterni o genitori/accompagnatori, se non previa autorizzazione da parte di un tecnico o dirigente e, comunque, solo per eventuale assistenza a tesserati e tesserate sotto i 6 anni di età o con disabilità motoria o intellettivo/relazionale.
In caso di necessità, fermo restando la tempestiva richiesta di intervento al servizio di soccorso sanitario qualora necessario, l’accesso all’infermeria è consentito al medico sociale o, in caso di manifestazione sportiva, al medico di gara o, in loro assenza, a un tecnico formato sulle procedure di primo soccorso esclusivamente per le procedure strettamente necessarie al primo soccorso nei confronti della persona offesa. La porta dovrà rimanere aperta e, se possibile, dovrà essere presente almeno un’altra persona (atleta, tecnico, dirigente, collaboratore, etc.).
Privacy
La ASD BOXE SPOLETO garantisce che tutte le informazioni sensibili siano gestite con la massima discrezione e che tutti i dati personali vengano trattati nel rispetto del GDPR e del Codice Privacy
Ambiente sano e sicuro
Si richiamano di seguito i doveri e gli obblighi a carico dei tesserati, dei dirigenti sportivi e tecnici, delle atlete/degli atleti. Al fine di creare un ambiente sportivo sano, sicuro e inclusivo, i tesserati devono rispettare le prescrizioni individuate dal presente “Codice di Condotta per la Safeguaridng”.
CODICE DI CONDOTTA
Lealtà, probità e correttezza
Ogni tesserato deve comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo.
Tale principio generale comporta un implicito riferimento al principio del c.d. fair play, ossia il “comportamento rispettoso delle regole, che garantisce le stesse opportunità ai diversi contendenti, nello sport, nella politica e nei rapporti umani e sociali” che dovrebbe indirizzare il comportamento del tesserato nello svolgimento delle sue attività sportive.
I principi di probità e correttezza, invece, consistono rispettivamente nell’agire moralmente onesto del tesserato e nel rispetto che lo stesso deve riservare agli altri, sia dentro che fuori dal campo.
L’utilizzo del linguaggio
I tesserati devono astenersi dall’utilizzo di un linguaggio inappropriato o allusivo.
Tale tipo di astensione è estesa anche nei confronti del linguaggio corporeo e delle situazioni ludiche, nelle quali l’utilizzo delle stesse possa essere considerato giocoso e scherzoso.
Ne deriva un dovere di utilizzo di una comunicazione che possa considerarsi appropriata in qualsivoglia contesto, tendendo ad escludere espressioni che, seppur pronunziate in un contesto goliardico, possano risultare offensive, inadeguate o possano cagionare uno stato di disagio al soggetto verso cui sono rivolti.
Nell’alveo del “linguaggio inappropriato”, vi rientrano gli insulti, i commenti razzisti, sessisti o, più in generale, qualunque forma comunicativa che venga recepita come offensiva o intimidatoria.
L’estensione al linguaggio corporeo fa sì che vengano ricompresi anche eventuali gesti volgari.
Sicurezza e salute dei tesserati
I tesserati dovranno garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo.
Ciò comporta che i tesserati dovranno evitare comportamenti potenzialmente rischiosi per la salute degli altri, impegnandosi attivamente al fine di creare un ambiente positivo. Si fa riferimento, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, alla creazione di un ambiente sano e sicuro nel corso degli allenamenti e delle competizioni, nel pieno rispetto della normativa in materia di sicurezza. Solo così, si potrà garantire il benessere dei tesserati, posti al sicuro da eventuali condotte rischiose che possano cagionare un danno alle loro condizioni fisiche e psicologiche.
Educazione e formazione
Ciascun tesserato deve impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana.
I tesserati sono chiamati a supportare gli altri nei percorsi educativi e formativi, promuovendo una cultura dello sport che valorizzi il benessere fisico e mentale.
Ciò comporta non soltanto la promozione di valori positivi, quali ad esempio quelli di disciplina e rispetto, ma anche l’adozione di pratiche di allenamento che possano reputarsi sicure ed appropriate.
Le attività educative e formative ricoprono un ruolo fondamentale nella crescita del soggetto destinatario, dal momento che facilitano, soprattutto per i soggetti minori, la crescita individuale in un’ottica di responsabilità e consapevolezza.
Ambiente sano
I tesserati devono impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva.
È infatti riconosciuta l’importanza di un approccio sistemico e interdisciplinare nella vita del tesserato, in un contesto ove lo sport non ricomprenda solamente l’attività competitiva, ma possa fungere anche da strumento per socializzare ed instaurare relazioni positive tra i soggetti coinvolti, consentendo al tesserato di poter mantenere una life balance tra vita personale e sportiva, prevenendo eventuali situazioni dannose consequenziali a tale disallineamento.
Rapporti con la responsabilità genitoriale
L’ASD M8 JUNIOR SPOLETO informa la responsabilità genitoriale delle misure adotttate e che adotterà per il contrasto a qualsiasi forma di violenza o discriminazione nei confronti del minore invitando lo stesso alla lettura del presente regolamento.
Comunicazione sana, efficace e costruttiva
I tesserati devono prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva che consenta di poter esprimere le proprie opinioni in un clima di rispetto e costruttivo, contribuendo a prevenire malintesi e conflitti, favorendo una cultura dello sport basata sulla cooperazione e sul rispetto reciproco.
Prevenzione
I tesserati devono astenersi da comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi e intervenire in modo proattivo ove ne venissero a conoscenza.
In tale contesto, risulta fondamentale lo strumento della segnalazione, al fine di comunicare, e successivamente contrastare, tali comportamenti lesivi.
I tesserati sono inoltre tenuti a collaborare con gli altri tesserati al fine di prevenire, contrastare e reprimere fenomeni abusivi, violenti e discriminatori.
Segnalazione
I soci/tesserati devono segnalare “senza indugio” al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni tutte le situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore e disagio.
La segnalazione può essere a voce, o scritta anche via mail al seguente indirizzo boxespoletoasd@gmail.com. L’accesso alla mail sarà ad esclusiva disponibilità del soggetto nominato quale Responsabile.
In caso di gravi comportamenti lesivi, l’Associazione deve notificare i fatti di cui è venuta a conoscenza alle forze dell’ordine.
L’ASD BOXE SPOLETO garantirà con ogni mezzo ogni forma di ritorsione a coloro che abbiano in buona fede denunciato o segnalato, testimoniato, assistito o supportato il soggetto che abbiano segnalato o che abbia avuto qualsiasi ruolo per far emergere azione o iniziativa inerente alla politica di safeguarding.
Doveri ed obblighi dei dirigenti sportivi e tecnici
I dirigenti sportivi e tecnici sono tenuti a garantire la tutela delle atlete/degli atleti, in particolare, di quelli minorenni.
Contrasto alle forme di abuso, violenza e discriminazione
I dirigenti sportivi e tecnici devono agire per prevenire ogni forma di abuso, violenza e discriminazione. La loro condotta deve, dunque, concretizzarsi in un atteggiamento proattivo volto a monitorare e vigilare le dinamiche sottese all’ambito dell’organizzazione adottando, se necessarie, misure preventive.
I dirigenti sportivi e tecnici devono garantire la tutela dei tesserati e astenersi da atti che possano sostanziarsi in un uso improprio della propria posizione di fiducia, potere od influenza nei confronti dei tesserati, specialmente se minorenni. Dunque, i dirigenti e tecnici devono rappresentare per i tesserati dei veri e propri modelli di comportamento.
Attività formativa
I dirigenti sportivi e tecnici devono contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, con particolare attenzione non solo alle competenze tecniche e sportive ma anche agli aspetti etici, al rispetto del prossimo e alla gestione dell’aspetto emotivo.
I dirigenti sportivi e tecnici devono comunicare e condividere con il tesserato minorenne gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguirli, coinvolgendo anche coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, al fine di creare un percorso formativo chiaro e condiviso, garantendo il coinvolgimento attivo dei minori e familiari. Ciò consente di garantire che gli obiettivi siano compresi ed accettati da tutti i tesserati.
Allo stesso tempo, i dirigenti sportivi e tecnici devono informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di Safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo.
Situazioni di intimità
I dirigenti sportivi e tecnici devono astenersi dal creare qualsivoglia forma di contatto fisico non necessario con i tesserati specialmente se minori di età al fine di prevenire situazioni che possano ingenerare nel tesserato una situazione di disagio percepita come inopportuna.
I dirigenti sportivi e tecnici devono astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il tesserato minore anche mediante social network.
Infatti, nell’era digitale dove i confini tra vita personale e professionale possono facilmente confondersi i dirigenti sportivi e tecnici devono mantenere una comunicazione professionale e appropriata, evitando qualsiasi interazione che possa essere interpretata come intima o inappropriata.
Promuovere il rispetto e la collaborazione
I dirigenti sportivi e tecnici devono promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevedendo situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione pericolo o timore.
Al fine di garantire un ambiente sano ed inclusivo, i dirigenti sportivi e tecnici devono adottare degli atteggiamenti volti a promuovere la collaborazione tra i tesserati e allo stesso tempo reprimere e prevenire tutte quelle situazioni di disturbo che possano determinare nei tesserati stessi uno stato di pericolo ovvero timore.
Prevenzione nelle trasferte
In occasione di trasferte, i dirigenti sportivi e tecnici devono porre in essere soluzioni logistiche volte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale ovvero i soggetti cui è affidata la cura dei minori.
Questo impegno richiede una pianificazione attenta ed una comunicazione trasparente con le famiglie per garantire che ogni decisione prenda in considerazione il benessere e la sicurezza dei giovani atlete/atleti.
Segnalazione al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni
I dirigenti sportivi e tecnici devono interrompere senza indugio ogni contatto con il tesserato minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta attivando il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.
Inoltre, i dirigenti sportivi e tecnici devono segnalare senza indugio al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni qualsiasi situazione, anche potenziale, che possa esporre i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
Regime alimentare
I dirigenti sportivi e tecnici devono impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo.
Infatti, anche la nutrizione e l’alimentazione rientrano fra gli ambiti attenzionati da FPI\ ASI in quanto presupposto per un ambiente sportivo sano e una crescita salutare delle atlete/degli atleti.
In quest’ottica, i dirigenti sportivi e tecnici devono assicurarsi di avere le competenze necessarie per fornire indicazioni appropriate o, in difetto, collaborare con professionisti della nutrizione.
I dirigenti sportivi e tecnici devono segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari delle atlete/degli atleti loro affidati.
Incompatibilità e conflitti di interesse
I dirigenti sportivi e tecnici sono obbligati a dichiarare ai competenti organi dell’FPI\ ASI cause di incompatibilità e conflitti di interesse.
In un’ottica di trasparenza, ciò consente di conoscere e mettere in evidenza eventuali situazioni che potrebbero influenzare l’imparzialità degli stessi o che potrebbero rappresentare un conflitto di interesse garantendo, dunque, che ogni decisione sia presa nel miglior interesse delle atlete/degli atleti.
Rispetto dei valori e lotta contro il doping
I dirigenti sportivi e tecnici devono garantire il rispetto dei valori dello sport educando al ripudio di sostanze o altri metodi vietati che possano alterare le prestazioni sportive dei tesserati.
Tale obbligo comprende, altresì, in capo a dirigenti sportivi e tecnici, un dovere di formazione sulle conseguenze che il doping provoca e sui rischi alla salute connessi all’uso.
In quest’ottica, ogni allenamento e competizione dovrà essere improntata alla correttezza ed al rifiuto di tali pratiche.
Diffusione di immagini o video dei tesserati minorenni
I dirigenti sportivi e tecnici devono astenersi dall’utilizzo, riproduzione e diffusione di immagini o video dei tesserati minori se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura.
Ciò comporta che ogni utilizzo di immagini o video di soggetti minori finalizzato a scopi educativi e formativi debba avvenire previo consenso di coloro che ne esercitano la responsabilità genitoriale.
Diritti, doveri ed obblighi delle atlete/degli atleti
Principio di solidarietà
Le atlete/gli atleti devono rispettare il principio di solidarietà fra atlete/atleti, favorendo assistenza e il sostegno reciproco.
Comunicazioni con i dirigenti sportivi e tecnici
Le atlete/gli atleti devono rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e tecnici.
Le atlete/gli atleti devono comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obbiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obbiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura eventualmente confrontandosi con le altre atlete/gli atleti.
È fondamentale, infatti, l’instaurazione di un dialogo con i dirigenti sportivi e tecnici ai quali è affidata la funzione educativa e formativa.
Le atlete/gli atleti devono comunicare ai dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore e disagio che riguardino sé o altri.
Prevenire, evitare e segnalare
Le atlete/gli atleti devono prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazioni, uno stato di soggezione, pericolo o timore nelle altre atlete/negli altri atleti. Al fine di garantire un ambiente sano e inclusivo le atlete/gli atleti devono adottare degli atteggiamenti volti a promuovere la collaborazione le atlete/gli atleti e allo stesso tempo reprimere e prevenire tutte quelle situazioni di disturbo che possano determinare uno stato di pericolo ovvero timore.
Rispetto tra le atlete/ gli atleti
Le atlete/gli atleti devono rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atlete/atleti e, più in generale dei soggetti coinvolti nelle attività sportive.
In particolare, il rispetto tra gli atlete/atleti è fondamentale per mantenere una sana convivenza sociale con tutti coloro che interagiscono all’interno del mondo dello sport.
Le atlete/gli atleti devono mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive.
Infortunio o incidente
Le atlete/gli atleti devono riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atlete/atleti ovvero ai loro delegati.
Situazioni di intimità
Le atlete/gli atleti devono evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici segnalando eventuali comportamenti inopportuni. Ciò risulta particolarmente importante in tutte quelle occasioni, quali per esempio le trasferte, nelle quali la convivenza ravvicinata può aumentare il rischio di situazioni inopportune.
Materiale video/fotografico
Le atlete/gli atleti devono astenersi dal diffondere materiale fotografico e/o video di natura privata o intima ricevuti, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.
Segnalazione
Le atlete/gli atleti devono segnalare senza indugio al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni situazioni, anche potenziali, che espongono sé o altri al pericolo o al pregiudizio, questo al fine di reprimere qualsiasi condotta che anche solo potenzialmente possa mirare l’ambiente.
